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Il
crocifisso nelle aule Di
Antonio Domenico Trivilino La
richiesta, inoltrata da un cittadino italiano di religione
islamica, di far togliere il crocifisso nell'aula frequentata da
uno dei suoi figli nel comune di Alfedena, uno sperduto comune
della provincia de L'Aquila, e la relativa sentenza di un
magistrato del tribunale de L'Aquila che prevedeva la rimozione
del crocifisso in questione ha scatenato un vero putiferio.
Crediamo che ci sia bisogno di un dibattito pacato per affrontare
la nuova situazione religiosa italiana dove oltre alla storica
presenza di religioni quali quella cristiana, nelle varianti
cattolica e protestante di vario tipo, ed ebrea sono venute a
formarsi, sulla scia dell'immigrazione, forti gruppi islamici,
induisti, buddisti etc.etc. Lo
scontro sembra, anche per motivi storici, essere particolarmente
virulento nei confronti degli aderenti alla religione islamica.
L'Italia non può essere uno stato che a parole si dichiara laico
e continua di fatto ad essere uno stato confessionale,
privilegiando la religione cattolica apostolica romana. La realtà
religiosa del nostro Paese è cambiata di molto. È arrivato il
momento di riflettere e fare delle scelte precise che rispettino
anche nella pratica di tutti i giorni e soprattutto nella scuola,
palestra di formazione di tutti i giovani Italiani, senza riguardo
alcuno ad un'eventuale appartenenza religiosa, i diritti della
maggioranza e quelli delle minoranze. Ci
sembra completamente fuori posto la citazione del filosofo
Benedetto Croce fatta dal Presidente della Repubblica mentre
commentava questo caso in televisione. Il tema in questione è
differente da quello trattato da Benedetto Croce. Non si parla
più d'essere cristiani o di essere atei ma d'essere cristiani o
mussulmani. Non si può continuare a dichiararsi uno stato laico e
a comportarsi come uno stato confessionale. Ciò è illogico,
scorretto e fonte di numerosissimi attriti tra gli aderenti alle
varie religioni che oggi vivono a fianco a fianco in Italia. Qualcuno
obietterà che i diritti dei cristiani negli stati di religione
islamica non sono uguali a quelli dei mussulmani negli stati
democratici occidentali e che, purtroppo, ci sono delle
persecuzioni contro i cristiani in moltissimi paesi islamici. Ciò
è vero. Ma noi non ci sogniamo nemmeno di chiamare questi stati
laici e liberali, aggettivi che usiamo, con legittimo orgoglio,
quando parliamo del nostro Paese. Noi
immigrati nel Regno di Norvegia sentiamo particolarmente questa
tematica di libertà religiosa, perché fino ad ieri eravamo noi
cattolici ad essere disprezzati, per motivi religiosi, dalla
maggioranza protestante norvegese. Persino nella costituzione
norvegese c'erano leggi che tutelavano l'intolleranza religiosa
negando agli ebrei ed ai gesuiti la possibilità di venire in
Norvegia. Oggi l'odio si canalizza contro i mussulmani ma è
intollerabile lo stesso. Lo
Hijab e la tolleranza Di
Luigi di Ruscio Certi
datori di lavoro hanno discriminato le ragazze che portano lo
Hijab (in norvegese Skaut, in Italia viene chiamato "scialle
islamico" oppure "foulard islamico"), perché
sarebbe un simbolo di una appartenenza religiosa. Il fatto è che
lo Hijab non è solo un simbolo religioso ma fa parte di
un'identità, come la catenina con un piccolo crocifisso che mia
moglie porta perennemente, proibire in qualche modo questi simboli
legati all'individualità di una persona è cosa che
ferisce. Certo
lo Hijab è anche simbolo di una diversità, vedere una ragazza
con uno Hijab tra ragazze che, non solo con i tempi buoni ma anche
con il freddo dell'inverno d'Oslo, scoprono l'ombelico fa un certo
effetto. La diversità irrita moltissimo, nei malati provoca
aggressività e noi tutti ci troviamo meglio insieme a gente
simile a noi, il diverso disturba. Il diverso è accettato solo
quando diventa comico, come Totò o Charlie Chaplin. Lo
Hijab è anche il simbolo della donna di una società patriarcale,
donna vista solo nell'ambito della famiglia, madre e amante,
sottomessa a quelli che sono i valori del patriarcato. Le donne
norvegesi si sono emancipate, sono come Nora, sono uscite, hanno
una propria vita e non hanno neppure smesso di fare i figli con un
compagno sposato o non sposato però liberamente scelto. Lo
Hijab è anche un simbolo di qualcosa che il paese in cui viviamo
ha superato e non da molti anni. Però l'emancipazione delle donne
con lo Hijab deve venire dall'interno, proprio come Nora che
liberamente senza imposizioni di sorta esce sbattendo la porta. Le
imposizioni rafforzano l'identità di quelle ragazze che credono
assolutamente necessario indossare lo Hijab. Noi
tutti dovremo essere più tolleranti verso le diversità, notando
però che la tolleranza assoluta non è possibile, perché non si
può essere tolleranti con l'intollerante ma possiamo essere
sempre più tolleranti.
Benvenuti
ad Oslo www.velkommenoslo.no:
il portale per l'immigrazione nella capitale Non
tutti sanno che esiste un portale importantissimo per ottenere
notizie riguardanti le offerte comunali per i nuovi immigrati che
desiderano stabilirsi nella città di Oslo. Il portale è scritto
nelle lingue norvegese ed inglese nella sua totalità, mentre solo
alcuni pezzi sono tradotti in spagnolo, russo, somalo, urdo ed
arabo. Il portale contiene notizie utilissime sul sistema sociale
norvegese, su come fare riconoscere i titoli di studio conseguiti
in altre nazioni, dove poter apprendere la lingua norvegese e come
trovare un lavoro. Il sito è realizzato per i residenti nel
comune di Oslo ma è utilissimo per tutti quelli che si
trasferiscono in Norvegia o desiderano sapere di più sulla
Norvegia. Il sito viene sviluppato nella direzione di aprire le
informazioni attraverso il parlato in modo da essere accessibile
anche per gli analfabeti e per i ciechi.
Claus
Helberg, un eroe da ricordare
Giovedì
6 marzo 2003, nel medesimo ospedale dove era nato il 31 gennaio
1919, si è conclusa la vita terrena di Claus Helberg. Quasi
sicuramente questo nome non dice nulla alla maggioranza dei
lettori eppure noi tutti abbiamo un grande debito nei confronti di
quest'uomo. Si tratta di uno dei legendari "eroi di Telemark".
Il gruppo di sabotatori norvegesi appartenenti alla Compagnia
Linge che nel 28 febbraio 1943 sabotarono la fabbrica di acqua
pesante nel complesso della Hydro di Vermok nel comune di Rjukan.
Quest'operazione spettacolare affossava definitivamente il sogno
della scoperta della bomba atomica da parte degli scienziati della
Germania nazista e contribuiva enormemente alla vittoria degli
alleati. L'azione è stata filmatizzata nel 1965 in una celebre
pellicola intitolata per l'appunto "Gli eroi di Telemark"
regia di Antony Mann e con gli attori Kirk Douglas e Richard
Harris. Gli ambienti sono stati girati negli stessi posti dove si
è svolta la vicenda bellica: tra le meravigliose montagne del
Telemark. Claus Helberg era famosissimo per una vita dedicata alla
montagna. Funzionario del NTF. l'equivalente norvegese del Club
Alpino Italiano, Claus Helbergha ha speso gran parte della vita
tra le sue amate montagne ed a stimolare l'amore e il rispetto per
la natura e per la montagna in particolare. Fino alla veneranda
età di 80 è stato la guida alpina ufficiale dei reali di
Norvegia e di Danimarca. Molte foto lo ritraggono seduto tra la
Regina Margrethe di Danimarca e la Regina Sonja di Norvegia
durante il banchetto svoltosi in onore del suo 80 compleanno.
Insignito di numerose medaglie al valor militare è stato
insignito dell'onorificenza Cavaliere di Sant 'Olaf (la massima
onorificenza al merito del Regno di Norvegia) per i suoi libri
sulle montagne e per la diffusione dell'amore per le
montagne. adt
L'associazione
italiana uomini casalinghi festeggia il primo anno di vita Pari
opportunità, sviluppo sostenibile ed ecologia dell'abitare le
tematiche principali Pari opportunità, sviluppo sostenibile ed
ecologia dell'abitare le tematiche principali. E'
Pietrasanta (Lucca), nota città d'arte Toscana, a tenere a
battesimo il primo anno dell'Associazione Italiana Uomini
Casalinghi. L'obiettivo dell' associazione, che sarà
rigorosamente non profit - spiega il presidente Fiorenzo Bresciani
- è promuovere un uomo nuovo che riscopre il piacere
dell'ecologia domestica e coltiva i sentimenti e le relazioni
sociali: un maschio ludico e conviviale capace di abbattere le
barriere di genere e di dialogare con le donne in un'ottica di
ascolto reciproco. "La cucina, la pulizia della casa, la
capacità di prendersi cura di tutti quei dettagli che sembrano
insignificanti ma che fanno dell'abitare un'arte - continua
Bresciani - mi hanno appassionato sempre più e mi hanno fatto
riflettere su quanto i pregiudizi " di genere" e una
cultura rigidamente legata agli stereotipi del maschio macho e
virile, avessero penalizzato noi uomini, privandoci della
capacità di prenderci cura delle persone che vivono con noi e
della possibilità di godere delle gioie della casa."
L''appassionata riscoperta delle attività domestiche e la
condivisione della stessa esperienza da parte di un numero sempre
maggiore di uomini hanno portato naturalmente prima alla nascita
del Movimento Uomini Casalinghi, che risale al 1985 e poi alla
creazione dell'associazione nazionale, che vuol essere - dichiara
Bresciani - "uno strumento di crescita culturale ed
esistenziale per tutti i maschi che desiderano partecipare
all'evoluzione da noi proposta." Gli uomini casalinghi sono
convinti che gli effetti dannosi del modello del maschio guerriero
potrebbero essere modificati più velocemente grazie a una
presenza massiccia delle donne nelle "stanze dei
bottoni": "la pace, le pari opportunità tra i sessi, il
rispetto della terra e della natura sono valori forti, che vanno
al di là degli schieramenti politici. Non c'è sviluppo possibile
che non sia "sviluppo sostenibile". A questo proposito,
il primo passo dell'associazione riguarderà proprio l'ecologia
casalinga: una serie di incontri e di stage per avere una casa
pulita e sicura senza inquinare l'ambiente e, soprattutto, senza
insidiare la salute dei propri familiari. "Anche questa volta
ci appelleremo al Movimento Italiano Casalinghe e a tutte le
associazioni interessate all'argomento per fare un lavoro d'equipe
e mettere i risultati a disposizione di tutti . ASSOCIAZIONE
UOMINI CASALINGHI Via
Crociale 104 55045 Pietrasanta (Lucca) SITO:
www.uominicasalinghi.it Fiorenzo
Bresciani +39 339 6670890 Telefax +39 0584 742291 Email:
associazione@uominicasalinghi.it Fiorenzo
Bresciani, fondatore e presidente dell'Associazione Italiana
Uomini Casalinghi.
DOCUMENTO
Il
testo integrale del messaggio di Ciampi Ecco
il testo integrale del messaggio di fine anno del Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi agli italiani. "Care
italiane, cari italiani, la notte di Capodanno è per tutti noi
momento di speranze, di proponimenti, di riflessione. Ho ancora
nel cuore gli sguardi, le parole, la dignità, la compostezza dei
familiari dei nostri caduti a Nassiriya. A loro va il mio primo
pensiero. In loro ho visto l' immagine della famiglia, fondamento
della società italiana, e l' espressione più alta dell' amor di
Patria. Tutta l'Italia si è unità nell'omaggio ai nostri
compatrioti che hanno dato la vita per favorire la rinascita di un
altro popolo. Tutti ci riconosciamo nello spirito di sacrificio
con cui tanti ragazzi e ragazze, arruolati nelle Forze Armate
della Repubblica, svolgono i compiti loro affidati dalla Nazione
in varie parti del mondo; anche per contrastare l' oscuro disegno
di destabilizzazione mondiale che i terroristi perseguono con
lucida e organizzata follia. Siamo
orgogliosi di loro per lo slancio che li anima, insieme ai civili
volontari che li affiancano con coraggio; e mi riferisco in
particolare alle donne e agli uomini della Croce Rossa Italiana.
Abbiamo fiducia in loro. Come l' abbiamo nelle Forze dell' Ordine,
che presidiano con impegno e dedizione l' ordinato svolgimento
della nostra vita quotidiana. Lo dimostrano i recenti positivi
risultati investigativi nella lotta al terrorismo interno,
purtroppo ancora pericoloso. "I pensieri che ho stasera nell'
animo nascono come risposta ai tanti messaggi che mi giungono da
voi, negli incontri o per iscritto. Nell' insieme, essi esprimono
un forte e crescente senso di comunità. Grazie per la forza che
mi trasmettete". È
realtà diffusa in tutta Italia il risveglio dell' amor di Patria.
Ed è per me naturale dare voce a questo sentimento. Il senso di
identità nazionale, il nostro patriottismo, si sono arricchiti di
stimoli nuovi, che vengono dai progressi compiuti sulla via dell'
unificazione dell' Europa. Progressi importanti. Non lasciamoci
ingannare dal mancato successo di una Conferenza: è già accaduto
in passato. Abbiamo superato molti ostacoli, e anche questa volta
li supereremo. Per superarli occorrono slancio ideale e volontà
politica. Noi abbiamo un sogno. È nato nel nostro animo negli
anni dell' ultima, feroce guerra civile europea, ed è oggi più
vivo che mai. Passo dopo passo, quel sogno si sta realizzando.
"Portare a compimento il processo che darà una Costituzione
a questa grande Unione Europea non sarà facile. È di guida il
progetto che la Convenzione Europea ha elaborato e il Consiglio
Europeo ha nella sostanza approvato. Unione Europea, significa
pace in Europa. Questo gli italiani lo sanno, lo sentono. Insieme
con le istituzioni, e ancor più in fretta, cresce il sentimento
di identificazione con l' Europa nell' animo dei nostri giovani:
che viaggiano, e sono ormai moltitudini, da un Paese all' altro;
che studiano qui o in altri Paesi europei continuando a sentirsi
ovunque a casa loro. Diventando più Europei non si sentono
sicuramente meno italiani. Un' identità più complessa è anche
un' identità più ricca e più forte. "Con
questo spirito affrontiamo i pericoli di una fase storica
tragicamente aperta, il primo anno del nuovo secolo, dalla strage
delle Torri Gemelle. Che fare? L'uomo di religione reagisce
pregando e predicando la pace. E Sua Santità Giovanni Paolo II lo
sta facendo con una lucida visione e una perseveranza davvero
straordinarie. A Lui invio il mio pensiero grato e augurale. L'
uomo di governo deve reagire mirando a realizzare una più forte
coesione fra tutti coloro che sanno come si costruisce la pace;
rafforzando le istituzioni che abbiamo creato in applicazione
coerente dei nostri valori: la nostra Repubblica, l' Unione
Europea, le Nazioni Unite. "Istituzioni
garanti, con gli strumenti che popoli loro affidano, della
convivenza civile, del progresso e della dignità di tutti. Il
rispetto del diritto internazionale è presidio della pace nel
mondo. Questa è la via da seguire, tendendo la mano a tutte le
civiltà, a tutti i popoli, per sradicare il terrorismo, per
prevenire tragici scontri etnici o insensati conflitti religiosi,
che stravolgono e rinnegano i principi più sacri. Ci aiutino gli
esponenti religiosi, di tutte le religioni, ad approfondire sempre
più il valore della pace, educando ad essa i credenti. Questo
l'Italia chiede a tutti i suoi cittadini, come a tutti gli
stranieri che vivono in mezzo a noi e condividono i nostri diritti
e i nostri doveri. La coesione più stretta e fattiva all'interno
delle istituzioni, nazionali e internazionali, in tutti i campi
del loro operare, dà serenità e sicurezza ai cittadini, e nuovo
vigore alle istituzioni stesse. Si creano le condizioni per
affrontare le difficoltà. "Le
preoccupazioni certo non mancano, anche guardando all'Italia, al
modello di società basato sulla libertà, sulla democrazia, sulla
solidarietà, sulla diffusione del benessere, sullo spirito
dell'intrapresa, che abbiamo costruito partendo dagli anni
difficili del dopoguerra. "Avevamo allora ben più gravi
problemi. Ma avevamo riconquistato la libertà, per tutti gli
Italiani; questo ci dava entusiasmo e fiducia. Con lo stesso
spirito dobbiamo affrontare i problemi del tempo presente. Oggi,
per il bene delle nuove generazioni, la nostra priorità è la
formazione e lo sviluppo della persona. L'istituto fondamentale
per realizzare questo obiettivo è la scuola. Poniamoci, a tal
fine, degli obiettivi ben definiti: ad esempio, quello di
dimezzare, entro un tempo determinato, il tasso di abbandono degli
studi. Eleveremo così il numero dei giovani con un livello
d'istruzione superiore. E non dimentichiamo che la scuola è, per
tutti, educazione al rispetto dei diritti umani; per gli
immigrati, in particolare per la seconda generazione, è anche lo
strumento principale di integrazione. Vengo ai problemi economici.
So bene che quest'anno molte famiglie hanno avuto difficoltà con
il loro bilancio, hanno fatto fatica. Il troppo lungo ristagno
dell'economia, in Italia e in Europa, ha colpito soprattutto i
più deboli. Andiamo incontro al nuovo anno incoraggiati dai primi
segni di ripresa economica. Questi segni dobbiamo ora saperli
sostenere con l'azione di tutti: imprenditori, lavoratori,
istituzioni di governo centrali e locali. "Non
giovano alla ripresa economica taluni aspri contrasti.
Indeboliscono la fiducia, di noi in noi stessi, degli altri in
noi. "Insieme, si affrontano meglio anche le crisi di alcune
grosse imprese, i cui effetti negativi vanno al di là delle pur
gravi conseguenze aziendali. Esse incidono sul prestigio, sulla
credibilità dell' intero sistema economico e finanziario. Minano
il rapporto di fiducia dei risparmiatori con imprese e
intermediari. L'accertamento dei fatti e delle responsabilità è
la premessa per ben definire correttivi opportuni. La fiducia è
tutto, è la forza che ci muove, che ci permette di costruire il
futuro. Oggi non cresciamo, in Italia e in Europa, soprattutto
perchè manca la fiducia. E non mancano, invece, le ragioni di
nutrire fiducia. Nel corso dei miei viaggi nella provincia
italiana constato quanto sia diffusa, in ogni parte d'Italia, una
consuetudine di collaborazione tra istituzioni, anche se governate
da forze politiche di diverso colore; e incontro significativi
esempi di iniziative economiche, di singoli come di intere
categorie, che dimostrano di saper 'fare sistemà. È questa una
realtà positiva, che esprime la volontà di concordia dei
cittadini. Di questa volontà le istituzioni debbono tener conto.
In anni in cui eravamo divisi da alti muri ideologici, che oggi
sono caduti, riuscimmo a costruire le istituzioni della
Repubblica, a darci una Costituzione, patrimonio di tutti. Così
è sentita dai cittadini. Mi incoraggia il fatto che sia in corso
in Parlamento un dibattito aperto sui temi costituzionali. Per
mutamenti strutturali, che modifichino istituzioni fondamentali
della Repubblica, quale il Parlamento, serve uno spirito
costituente, un largo incontro di volontà politiche. Le
istituzioni fondamentali non possono certo essere cambiate ad ogni
mutare di maggioranza. Il mio pensiero e il mio augurio conclusivo
vanno innanzitutto agli anziani. Molti di loro sono soli, chiedono
affetto, compagnia, assistenza. Talvolta manca l'appoggio di una
famiglia. Occorre allora che altri si facciano avanti per riempire
il vuoto; ciò accade, per fortuna sempre più spesso, grazie alla
generosa azione di volontari di ogni ceto ed età". Ai
giovani voglio ricordare l'importanza di guardare al volontariato,
e al servizio civile, come a una scelta di crescita personale, non
soltanto come a un'occasione per fare del bene. Aiutando gli
altri, aiutiamo noi stessi. Ci arricchiamo di ideali, di
esperienze che ci serviranno per tutta la vita. "Abbiamo una
gioventù capace di entusiasmi. Non priva di preoccupazioni e di
incertezze, ma ricca di interessi, di speranza e di slanci quando
guarda al proprio futuro, alle scelte da compiere, negli studi,
nel lavoro. Non è una gioventù indifferente. È una gioventù
impegnata, desiderosa di dar prova delle conoscenze, delle
qualità, dei valori che ha acquisito nella scuola, in seno alla
famiglia, nella società. "A voi giovani ancora un pensiero.
So quanto amate l'Ambiente, quanto vi adoperate per
salvaguardarlo. Cercate di vivere in armonia con i ritmi della
Natura. Fa bene. Ci si sente più forti, si può dare il meglio di
noi stessi. Provate qualche volta - già molti di voi lo fanno -
ad alzarvi all' alba, a vivere il miracolo quotidiano del
risveglio della Natura. Italiane, italiani, lo scorrere delle ore
verso la mezzanotte invita a stare in buona compagnia con
familiari ed amici. Arrivederci a presto, nel nuovo anno. Penso
anche agli italiani che vivono lontano dalla Patria, che fanno
onore all' Italia nel mondo, che noi sentiamo vicini. Che il 2004
possa essere sereno per tutti voi. Insieme con mia moglie, questo
è l'augurio che vi rivolgiamo, con tutto il cuore. Felice
anno nuovo.
Associazione
Tutti
a tavola! Nel
2004 riprenderanno le cenette tra gli amici dell'Associazione
partecipa anche tu, proponi e realizza piatti tipici della tua
regione.
Il
presidente dell'Associazione Italiani in Norvegia, Antonio
Domenico Trivilino, consegna un mazzo di fiori al gestore della
nostra sede, Sig. Danilo Rini, a riconoscimento del suo enorme
lavoro a favore dell'Associazione.
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